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Storie di sostenibilità

La produzione di yacht, una eccellenza italiana sempre più sostenibile.

Abbiamo intervistato Katia Balducci, che con il fratello Maurizio Balducci è CEO di Overmarine Group di Viareggio, che ci ha spiegato come il recupero e il riciclo dei materiali e la riduzione dei consumi di energia siano oggi una realtà anche nel mondo dei maxi yachts.

di
Redazione
17 aprile 2023

Il tema della sostenibilità e dell'economia circolare è ormai all'attenzione del settore della nautica da alcuni anni. Come sta rispondendo il mercato a questa esigenza? Per saperne di più abbiamo intervistato Katia Balducci, CEO di Overmarine Group di Viareggio, che ci ha illustrato il cantiere che gestisce e dirige insieme al fratello Maurizio Balducci.

Overmarine conferisce il materiale di scarto delle proprie lavorazioni a DIFE, grazie anche al know how maturato dall’azienda pistoiese proprio nel settore della nautica.

Dal 1985, anno della vostra nascita, quali sono stati i principali cambiamenti nella realizzazione di yachts? E oggi quali sono le principali richieste del mercato?

Overmarine Group realizza 3 tipologie distinte di prodotti per poter rispondere alle diverse richieste del mercato. La linea della tradizione, quella dei Maxi Open, è stata affiancata dalla linea dislocante Mangusta Oceano e dalla linea fast-displacement Mangusta GranSport, queste 3 linee di prodotto corrispondono a 3 modi che offriamo ai clienti di vivere il mare. Ciò è stato necessario in quanto il mercato dei Maxi Open è un mercato di nicchia ed è stato importante diversificare la produzione con l’introduzione di queste due nuove linee in metallo, realizzate presso gli stabilimenti produttivi di Pisa. Il mercato oggi continua a richiedere imbarcazioni performanti che al contempo permettano di vivere a bordo in pieno comfort, con aree sia di socializzazione, sia di privacy. La richiesta crescente è sempre più verso imbarcazioni che regalino un contatto ininterrotto con il mare e che abbiano dunque molte superfici vetrate per enfatizzare al massimo l’immersione con l’ambiente circostante.

In termini di economia circolare e viste le vostre certificazioni ambientali, quali politiche ha sviluppato la vostra realtà per rendere più sostenibile la produzione di maxi yachts?

Le attività del settore nautico possono avere impatti significativi in termini sociali e ambientali in tutto il ciclo di vita del prodotto.

Overmarine Group investe da sempre in ricerca per sperimentare materiali compositi a basso impatto ambientale come fibre naturali, resine sintetiche e PET. Il cantiere sta anche cercando di ridurre i rifiuti generati durante le lavorazioni e sta lavorando sul recupero e il riciclo dei materiali. Grazie alla collaborazione con l'Istituto Superiore Sant'Anna di Pisa, Overmarine Group ha effettuato test tramite un braccio elettronico per smontare imbarcazioni in vetroresina senza l'esposizione di personale. Inoltre, il cantiere sta analizzando la possibilità di riciclare compositi realizzati a partire da materiali standard come resine vinilesteri e Fibre di Vetro.

Overmarine Group si impegna a investire in innovazione per ridurre i consumi legati alla propulsione e all'energia elettrica per i servizi di bordo. Grazie all'ottimizzazione delle forme di carena, le appendici immerse e la distribuzione dei pesi, il cantiere sta risparmiando fino al 30% dei consumi di carburante rispetto a 10 anni fa. Inoltre, Overmarine Group sta utilizzando vernici esterne a basso assorbimento di calore, vetri con Interlayer che diminuiscono la penetrazione degli infrarossi e coibentazioni termiche che garantiscono adeguato isolamento dall'esterno, tutti fattori che contribuiscono a ridurre i consumi elettrici di bordo e quindi le emissioni inquinanti.

La cantieristica è un settore di punta del made in Italy. Dal vostro punto di osservazione come il settore sta affrontando il percorso di transizione ecologica che l’Europa ci sta chiedendo?

Il settore nautico è importante per l'economia di molti paesi, ma le attività della nautica possono avere impatti sociali e ambientali in tutto il ciclo di vita del prodotto. Il comparto sta attuando alcuni trend di sostenibilità come la tracciabilità delle materie prime e la ricerca di materiali alternativi per garantire la sostenibilità. La riduzione delle emissioni in atmosfera è importante sia nella realizzazione delle imbarcazioni che nella fase di utilizzo delle stesse. Inoltre, l'utilizzo della vetroresina richiede l'utilizzo di sostanze pericolose che devono essere monitorate.

Le aziende del settore stanno intraprendendo una loro progressiva sostituzione con alternative più sicure e meno impattanti sull'ambiente. L'utilizzo sostenibile dell'imbarcazione da diporto è strettamente legato alla tutela dell'ecosistema marino e alla preservazione della biodiversità, alcuni accorgimenti per tutelare la biodiversità marina sono essenziali per un turismo nautico sostenibile.

In conclusione, la sostenibilità e l'economia circolare stanno diventando sempre più importanti nel settore nautico e sempre più cantieri stanno adottando politiche e pratiche sostenibili nella produzione di barche. Come dimostrato dal caso di Overmarine Group, la ricerca e l'innovazione sono alla base di questi progressi, contribuendo alla riduzione delle emissioni inquinanti e alla tutela dell'ambiente marino. L'attenzione alle questioni ambientali non solo migliora la sostenibilità dei prodotti, ma può anche rappresentare una vera opportunità per il settore nautico, come dimostra la crescente domanda di imbarcazioni ecosostenibili.

L'autore

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