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Cultura del riciclo

La certificazione ReMade®: la bussola per prodotti sostenibili nella Circular Economy

di
Alice Cutsodontis
23 Febbraio 2026

In un mercato in cui il trend dei prodotti “sostenibili” sta crescendo a doppia cifra, capire se un oggetto è davvero green non è mai stato così strategico e, allo stesso tempo, così difficile. Molte aziende oggi dichiarano materiali riciclati nelle descrizioni dei propri prodotti, spesso alimentando confusione tra consumatori e buyer: etichette accattivanti e claim generici finiscono troppo spesso per diventare terreno fertile per pratiche di greenwashing.

Negli ultimi anni non sono mancati esempi di greenwashing legato ai prodotti, soprattutto nei settori del packaging, del tessile e dei beni di largo consumo. Linee presentate come “eco”, “green” o “consapevoli” hanno spesso utilizzato claim ambientali generici, colori e simbologie naturali per rafforzare una percezione di sostenibilità che, alla prova dei fatti, non risultava supportata da dati verificabili o certificazioni di prodotto indipendenti. In molti casi, i miglioramenti ambientali erano marginali o parziali, ma comunicati in modo sproporzionato rispetto all’impatto reale. Questo ha reso evidente un punto chiave: senza criteri oggettivi, tracciabilità dei materiali e verifiche terze, la sostenibilità di un prodotto rischia di restare una narrazione più che un fatto misurabile

La risposta a questa sfida? Strumenti di certificazione indipendenti, trasparenti e riconosciuti a livello istituzionale. Tra questi, la certificazione ReMade® emerge come uno dei più potenti standard in Europa per attestare realmente il contenuto di materiali riciclati e sottoprodotti nei prodotti.

Cos’è ReMade® e perché conta davvero

La certificazione ReMade® è uno schema di product certification accreditato che permette alle aziende di:

-dichiarare in modo verificato e trasparente la percentuale di materiali riciclati o derivanti da sottoprodotti in un prodotto, semilavorato o materiale finito;

-dimostrare la tracciabilità completa dei flussi dei materiali lungo tutta la filiera produttiva

-posizionarsi con credibilità come realtà orientata alla circular economy e alla trasparenza ambientale.

Non si tratta di una semplice auto-dichiarazione: la certificazione è sotto accreditamento, rilasciata da organismi indipendenti qualificati che effettuano audit documentali e visite onsite per verificare il rispetto degli standard tecnici imposti da ReMade.

Come funziona il percorso di certificazione

Per ottenere il marchio ReMade®, l’azienda deve:

-Preparare un piano di tracciabilità dei materiali in ingresso e in uscita, con focus sulla provenienza e sella gestione dei materiali riciclati o derivanti da sottoprodotti;

-Portare tutta la documentazione richiesta dal ReMade Technical Standard al corpo di certificazione accreditato

-Sostenere una verifica in loco da parte di auditor accreditati;

Ottenere l’approvazione e richiedere il rilascio del logo ReMade® da utilizzare sulle etichette di prodotto e nei materiali di comunicazione.

La certificazione non è vincolata a un minimo di materiale riciclato (anche se, di fatto, deve esserci più di zero percento per qualificarsi), e può essere applicata a qualsiasi tipo di prodotto o materiale.


ReMade vs ReMade in Italy: cosa cambia

REMADE® in Italy è una certificazione ambientale che attesta il contenuto di materiale riciclato nei prodotti. Il marchio nasce in Italia, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, e valorizza la trasparenza e la tracciabilità dei materiali, indipendentemente dall’origine geografica delle materie prime, purché siano rispettati i requisiti dello schema di certificazione stesso.

Benefici concreti per le aziende

Oltre ad alzare il livello di reputazione e affidabilità rispetto ai competitor, la certificazione ReMade® porta vantaggi tangibili:

-accesso ai CAM (Criteri Ambientali Minimi) nelle gare pubbliche e nella Green Public Procurement;

-possibilità di incentivi fiscali e sgravi legati all’uso di materiali riciclati;

-maggiore trasparenza per il cliente finale, che può leggere dati oggettivi sul contenuto di materiale riciclato e sugli impatti ambientali (riduzione di emissioni, risparmio energetico, ecc.);

-posizionamento competitivo in un mercato dove la sostenibilità verificabile è sempre più richiesta da istituzioni, imprese e consumatori.

Il valore strategico della certificazione nella sostenibilità reale

In un ecosistema di marketing dove il greenwashing è un rischio concreto, affiancare ai claim di sostenibilità una certificazione accreditata e trasparente come ReMade® può diventare un vero elemento di differenziazione strategica. Non solo per comunicare meglio, ma per dimostrare con numeri e tracciabilità che le scelte materiali di un’azienda sono davvero orientate alla circular economy e non solo alla brand image.

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