Anche se negli ultimi 10 -15 anni quasi tutte le aziende hanno iniziato a parlare di sostenibilità è doveroso far notare che tra dichiarazione e misurazione c’è una differenza sostanziale e che la credibilità non si costruisce con claim generici ma con standard riconosciuti.
In questo contesto, entrano in gioco i Global Reporting Initiative Standards i quali rappresentano oggi il framework più diffuso a livello globale per la rendicontazione di impatti ambientali, sociali ed economici. Nati alla fine degli anni ’90, sono diventati, piano piano, il linguaggio comune del reporting ESG essendo utilizzati, secondo i dati ufficiali del GRI, da oltre il 70% delle grandi imprese nel mondo.
Adottare standard riconosciuti nella misurazione della sostenibilità permette alle aziende di garantire che le informazioni riportate siano non solo precise, ma anche confrontabili tra diversi soggetti. Solo attraverso l’utilizzo di criteri comuni si può evitare il rischio di dichiarazioni generiche che non rispecchiano realmente l’impegno preso.
Questo approccio rafforza la credibilità dell’organizzazione e la trasparenza verso gli stakeholder, trasformando la sostenibilità in un elemento concreto di governance.
Il principio di materialità: scegliere cosa conta davvero
Il cuore del sistema GRI è la materialità: un’organizzazione infatti deve prima di tutto identificare quali temi hanno impatti significativi su ambiente, economia e persone, e quali sono rilevanti per i propri stakeholder.
In pratica significa:
- mappare rischi e opportunità
- coinvolgere stakeholder
- definire priorità
- misurare con indicatori precisi
Il reporting diventa quindi un processo strategico, piuttosto che un semplice documento finale, rappresentando una leva di governance che si integra nei processi aziendali.
Nel 2021 il GRI ha aggiornato il proprio impianto normativo, rafforzando il concetto di due diligence e integrando i Principi guida ONU su imprese e diritti umani. In concreto, la due diligence implica che le aziende debbano identificare, prevenire e mitigare i potenziali impatti negativi delle proprie attività sui diritti umani e sull'ambiente lungo tutta la catena del valore. I Principi guida ONU forniscono uno standard internazionale per promuovere il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese, e la loro integrazione nel GRI rafforza l'allineamento tra reporting di sostenibilità e responsabilità sociale. In questo modo, la sostenibilità viene trattata come responsabilità operativa, richiedendo alle organizzazioni di adottare un approccio proattivo e trasparente nel monitoraggio e nella gestione degli impatti.
L’impatto della CSRD: da scelta volontaria a obbligo strutturale
Con l’introduzione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nel 2023, l’Europa ha ampliato in modo significativo il numero di aziende soggette a obblighi di rendicontazione, includendo non solo le grandi imprese, ma anche le PMI quotate e le società non europee che svolgono attività rilevanti all’interno dell’UE. Questa direttiva rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza aziendale.
La CSRD ha introdotto inoltre nuovi standard europei, noti come ESRS (European Sustainability Reporting Standards), che prevedono una rigorosa verifica dei dati e promuovono una maggiore trasparenza nella rendicontazione aziendale. Il framework GRI si integra con questi standard: molti principi e indicatori sono stati allineati tra GRI ed ESRS per facilitare la rendicontazione integrata e ridurre le duplicazioni, consentendo alle aziende di rispondere contemporaneamente alle esigenze normative europee e alle aspettative globali in materia di sostenibilità.
Reporting come infrastruttura interna
L'adozione degli Standard GRI comporta l'implementazione di un sistema di raccolta dati integrato all'interno dei processi aziendali. Parametri quali emissioni, consumi energetici, gestione dei rifiuti, governance e diritti umani devono essere monitorati regolarmente e diventano indicatori chiave di performance gestionale. Secondo la Commissione Europea, una maggiore trasparenza ESG contribuisce a ridurre l'asimmetria informativa nei mercati finanziari, favorendo una valutazione più accurata delle imprese. Di conseguenza, il reporting influisce in modo diretto sul valore aziendale.
In definitiva, l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità da adempimento formale a leva strategica richiede alle aziende una trasformazione culturale e organizzativa. Solo attraverso un approccio strutturato, trasparente e integrato sarà possibile cogliere le opportunità offerte dai nuovi standard e rispondere in modo efficace alle crescenti aspettative di stakeholder, investitori e società civile. Guardando al futuro, la capacità di adattarsi e innovare nel campo del reporting rappresenterà un elemento distintivo e un vantaggio competitivo per le imprese più lungimiranti.
