In data 9 dicembre 2025, la presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio volto a semplificare gli obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD), riducendo l'onere di rendicontazione e limitando le ripercussioni a cascata degli obblighi sulle imprese più piccole. Gli aggiornamenti introdotti mirano anche a stimolare la competitività, preservando nel contempo gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell'UE.
Gli interventi del 9 dicembre fanno parte del cosiddetto pacchetto Omnibus I sulla sostenibilità presentato la prima volta il 26 febbraio 2025. Con questo pacchetto sono state proposte modifiche mirate alla legislazione dell'UE in materia di sostenibilità al fine di:
- semplificare gli obblighi in materia di dovere di diligenza
- rendere la rendicontazione di sostenibilità più accessibile e più facile da attuare
- semplificare e rafforzare il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'UE.
Aggiornamenti riguardanti la Rendicontazione Societaria di Sostenibilità CSRD
Per quanto riguarda la CSRD, la Commissione ha proposto di:
- aumentare la soglia a 1000 dipendenti
- di escludere le PMI quotate dall'ambito di applicazione della direttiva.
- Nell'accordo provvisorio è stata, inoltre, innalzata la soglia dei ricavi netti a 450 milioni di euro per alleggerire ulteriormente l'onere di rendicontazione a carico delle imprese.
I co-legislatori hanno inoltre convenuto di:
- esentare le imprese di partecipazione finanziaria dall'ambito di applicazione della CSRD
- stabilire un'esenzione transitoria per le imprese che hanno dovuto avviare la rendicontazione a partire dall'esercizio finanziario 2024 (le cosiddette imprese della "prima fase") che non rientrano nell'ambito di applicazione per il 2025 e il 2026.
Piani di transizione climatica
Per consentire un alleggerimento significativo degli oneri, è stato soppresso l'obbligo per le imprese di adottare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
Sebbene la proposta della Commissione non riguardasse l'ambito di applicazione della CSDDD, l'accordo provvisorio aumenta la soglia a 5.000 dipendenti e a 1,5 miliardi di euro di ricavi netti. Secondo i colegislatori, queste grandi imprese hanno un'influenza maggiore sulla loro catena del valore e sono meglio attrezzate per aver un impatto positivo e assorbire i costi e gli oneri delle procedure di dovuta diligenza.
Infine, l'accordo provvisorio rinvia di un altro anno, ossia al 26 luglio 2028, il termine di recepimento della CSDDD. Le imprese dovranno conformarsi alle nuove misure entro luglio 2029.
L'accordo provvisorio deve ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima dell'adozione formale da parte delle due istituzioni.
FONTE: Confindustria Toscana Nord
