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Cultura ESG

Quando la sostenibilità diventa cultura: l'ESG come leva di innovazione e cambiamento

Come la formazione ESG trasforma il modo di pensare delle persone e rende la sostenibilità un motore quotidiano di innovazione e collaborazione.

di
Silvia Rotelli, Senior Sustainability & HR Consultant and Trainer | Brogi & Pittalis srl
4 agosto 2026

Integrare la sostenibilità in azienda non significa aggiungere nuovi adempimenti, ma imparare a osservare processi, persone e mercato con uno sguardo diverso. La formazione può trasformare questa consapevolezza in innovazione, collaborazione e azione concreta.

La sostenibilità non è una funzione aziendale. È una cultura che attraversa ogni decisione.

Oltre l'acronimo ESG

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere il significato dell’acronimo ESG. Environmental, Social e Governance sono diventati elementi sempre più presenti nelle strategie delle imprese, nei piani industriali e nelle richieste del mercato, eppure il vero cambiamento nasce quando un’organizzazione cambia il modo di osservare la realtà.

Adottare uno sguardo ESG significa imparare a porsi domande nuove. Come possiamo creare valore riducendo gli impatti? Come possiamo progettare servizi che rispondano ai bisogni delle persone e del mercato? Come possiamo prendere decisioni che producano benefici non solo economici, ma anche sociali e ambientali?

La sostenibilità rappresenta, in questo senso, un obiettivo pienamente integrato nel business: diventa un criterio con cui leggere ogni processo, ogni relazione e ogni scelta. È questo il passaggio più importante: non fare qualcosa «in più», ma fare le cose in modo diverso.

Quasi il 60% delle imprese che dichiarano di creare valore grazie alle iniziative ESG afferma che la sostenibilità fa parte della cultura aziendale, contro il 39% delle altre organizzazioni. (Fonte:  McKinsey)

La differenza sostanziale risiede nella capacità delle persone di rendere la sostenibilità concreta ogni giorno. Come ricorda una frase spesso attribuita a Peter Drucker, «la cultura si mangia la strategia a colazione»: senza comportamenti condivisi, anche la migliore strategia rischia di rimanere sulla carta.

Le parole che raccontano un cambiamento culturale

Durante i percorsi di formazione sulla sostenibilità che ho avuto l’opportunità di progettare e facilitare negli ultimi anni è emerso un dato che mi ha colpito più di ogni altro. Al termine dei percorsi chiedevo alle persone partecipanti di raccontare la propria esperienza attraverso alcune parole chiave. Raramente emergevano riferimenti alle normative o agli aspetti tecnici dell’ESG; molto più spesso comparivano parole capaci di descrivere un cambiamento interiore e organizzativo.

Consapevolezza, innovazione, visione, appartenenza, collaborazione, azione, cambiamento, sviluppo sostenibile, bellezza, speranza

Non sono semplici parole, rappresentano il percorso che una persona compie quando smette di considerare la sostenibilità come un insieme di regole e inizia a viverla come un’opportunità per contribuire al miglioramento dell’organizzazione.

- La consapevolezza permette di comprendere il proprio impatto;

- La visione aiuta a leggere le connessioni tra attività diverse;

- La collaborazione rompe i silos organizzativi; l’innovazione trasforma i problemi in opportunità;

- L’azione rende concrete le idee;

- Il senso di appartenenza rafforza l’impegno collettivo.

Ed è proprio dall’unione di questi elementi che nasce il cambiamento.

La formazione come laboratorio di innovazione

Troppo spesso la formazione viene misurata esclusivamente in termini di ore erogate o numero di partecipanti. Sono indicatori importanti, ma raccontano solo una parte della storia. L’esperienza maturata nei percorsi ESG dimostra che il vero valore emerge dopo l’aula.

Trasferire contenuti teorici agevola la comprensione dei temi ESG, ma il vero obiettivo è aiutare le persone ad acquisire uno sguardo diverso sui problemi quotidiani, stimolandole a osservare processi, prodotti e relazioni con una prospettiva sistemica.

Attraverso metodologie partecipative, casi reali, confronto interdisciplinare e project work, la sostenibilità diventa un esercizio concreto di progettazione. Le persone vengono accompagnate a uscire dalla propria funzione, confrontarsi con competenze differenti e costruire insieme soluzioni che generino valore condiviso.

  1. COMPRENDERE concetti, scenari e impatti ESG
  2. OSSERVARE processi, relazioni e bisogni
  3. PROGETTARE casi reali e project work
  4. AGIRE soluzioni e responsabilità condivise.

La formazione diventa così un’azione collettiva, capace di creare contaminazione positiva tra aree aziendali e di trasformare ogni partecipante in un agente del cambiamento. Anche la ricerca conferma questa intuizione: McKinsey evidenzia che le aziende che ottengono i migliori risultati dalle strategie di sostenibilità sono anche quelle che investono con maggiore continuità nella formazione, affinché le persone comprendano come il proprio lavoro contribuisca agli obiettivi ESG.

Dalle idee ai risultati

Uno degli aspetti più interessanti emersi dai percorsi formativi è la capacità delle persone di trasformare rapidamente gli apprendimenti in proposte concrete. L’analisi dei project work sviluppati nel corso della mia esperienza mostra una distribuzione equilibrata delle idee, segno che la cultura ESG riesce a stimolare innovazione su più dimensioni contemporaneamente.

Principali spunti emersi dai project work sviluppati nei percorsi di formazione sulla sostenibilità svolti negli ultimi 5 anni.

Il 30% delle proposte ha riguardato l’innovazione della proposta di valore al mercato, attraverso nuovi servizi, prodotti e modalità di relazione con i clienti. Un ulteriore 30% si è concentrato sulla riduzione degli sprechi e sull’efficientamento delle risorse, con iniziative dedicate alla digitalizzazione, alla semplificazione delle attività e all’ottimizzazione dei consumi.

Il 20% dei progetti ha riguardato il benessere delle persone, proponendo nuove politiche di welfare, strumenti di ascolto e percorsi di crescita professionale. Il 15% delle idee ha evidenziato opportunità di rafforzamento della brand identity, mentre il restante 5% ha riguardato iniziative rivolte alla comunità, come progetti di volontariato d’impresa.

Questi risultati raccontano qualcosa di importante: quando le persone acquisiscono nuovi strumenti di lettura, iniziano spontaneamente a individuare opportunità di miglioramento che prima rimanevano invisibili.

Uno studio pubblicato nel 2024 su Humanities & Social Sciences Communications, basato su oltre 400 aziende dell’indice S&P 500 e più di dieci anni di dati, evidenzia una relazione positiva tra sviluppo del capitale umano e migliori performance ESG.

L’impatto di una cultura condivisa

Le organizzazioni che investono nella cultura della sostenibilità registrano benefici che vanno ben oltre la conformità normativa. La sostenibilità diventauna leva di competitività capace di rendere le imprese più innovative, attrattive e flessibili.

72% Migliore esperienza lavorativa      

71% Più coinvolgimento e motivazione

70% Migliore produttività e performance

70% Maggiore propensione a restare

Il Deloitte Human Sustainability Report mostra come il 72% dei lavoratori ritenga che un maggiore investimento dell’azienda nello sviluppo e nel benessere delle persone migliorerebbe significativamente la propria esperienza lavorativa. Il 71% ritiene che aumenterebbero coinvolgimento e motivazione, mentre il 70% prevede un miglioramento della produttività e della performance organizzativa. La stessa percentuale dichiara inoltre che sarebbe più propensa a rimanere nel lungo periodo in un’organizzazione capace di investire concretamente sulle proprie persone.

Questi dati raccontano una realtà sempre più evidente: la sostenibilità non è soltanto una leva per ridurre gli impatti ambientali o rispondere a nuovi obblighi normativi. Significa creare ambienti nei quali innovazione, collaborazione e senso di appartenenza diventano condizioni permanenti e non iniziative occasionali.

Guardare avanti

La sfida dei prossimi anni sarà duplice: diffondere nuove competenze ESG e, allo stesso tempo, costruire organizzazioni nelle quali ogni persona si senta protagonista del cambiamento.

Per questo la formazione continuerà a rappresentare uno degli strumenti più potenti a disposizione delle imprese, trasferisce conoscenze, genera connessioni, stimola nuove prospettive, costruisce senso di appartenenza e trasforma le idee in azioni.

La sostenibilità viene spesso raccontata come la sfida del futuro. In realtà è già una responsabilità del presente. Le organizzazioni che sapranno affrontarla non saranno necessariamente quelle con più risorse o con le tecnologie più avanzate, ma quelle capaci di sviluppare una cultura condivisa, in cui ogni persona comprende il proprio contributo e sceglie di metterlo al servizio di un obiettivo comune.

La vera innovazione nasce quando cambiano le persone. E la formazione è il luogo in cui questo cambiamento inizia.

Fonti citate

McKinsey; Deloitte Human Sustainability Report; Humanities & Social Sciences Communications (2024).

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