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Dife a Ecomondo 2026: un nuovo modo di trasformare il rifiuto in valore

Dife presenta a Ecomondo 2026 la nuova identità visiva, servizi digitali per la gestione integrata dei rifiuti e progetti dedicati alla sostenibilità, raccontando un percorso di trasformazione che costruisce il futuro.

di
Giorgia Romani
20 Ottobre 2026

A Ecomondo 2026 Dife presenta la nuova identità visiva, un modello di gestione dei rifiuti sempre più integrato e digitale e nuovi progetti dedicati alla sostenibilità. Un percorso di trasformazione che parte dal presente per costruire il futuro. Ne parliamo con Lorenzo Romani, Responsabile Marketing di Dife SpA.

Ecomondo rappresenta ormai un appuntamento importante per Dife. Quali le aspettative di questa edizione?

La partecipazione a Ecomondo nasce innanzitutto dalla volontà di far percepire il marchio DIFE come rilevante nel mercato nazionale dei rifiuti, e pertanto imprescindibile la presenza alla fiera più importante del settore. Lo scorso anno abbiamo avuto una risposta molto positiva e ci aspettiamo lo stesso esito da questa nuova edizione.

Incontrare clienti, fornitori, impianti, trasportatori, potenziali nuovi partner, son queste relazioni che possono aprire nuove opportunità di business. E poi abbiamo avuto la possibilità di parlare di Dife a un pubblico molto ampio e molto specifico del settore del trattamento dei rifiuti.

Un nuovo volto per raccontare un’evoluzione. A Ecomondo debutta anche la nuova brand identity di Dife. Da dove nasce questo percorso?

Il 2026 è stato per noi un anno importante sotto questo punto di vista. Abbiamo intrapreso un percorso di rebranding che non voleva essere un semplice aggiornamento estetico, ma un’evoluzione più profonda del modo in cui Dife si presenta e si racconta.

Siamo partiti dalle persone. Abbiamo coinvolto i nostri dipendenti attraverso momenti di condivisione e attività che ci hanno permesso di capire come viene percepita Dife da chi la vive ogni giorno. Da questo confronto sono emersi valori, parole e immagini che ci hanno aiutato a definire il nuovo racconto.

Il risultato si traduce in tre elementi: il restyling del logo, il nuovo payoff e la nascita di Difetto, il nostro brand character.

Il logo è diventato più essenziale e contemporaneo, senza perdere il legame con la storia dell'azienda. Il payoff, invece, sintetizza la nostra visione: “Dove trasformazione è futuro”.

Per Dife la trasformazione non è soltanto il processo attraverso cui un rifiuto può diventare una nuova risorsa, ma un concetto molto più ampio: prendere ciò che esiste oggi e creare le condizioni perché possa generare valore domani.

Arriva Difetto: il personaggio della trasformazione

Difetto nasce proprio da questo concetto. Il nome contiene un doppio significato: è il vezzeggiativo di Dife, e contemporaneamente richiama il “difetto”, lo scarto, qualcosa che apparentemente non ha più valore.

Difetto non ha una forma definitiva. È un personaggio fluido, che può trasformarsi, assumere sembianze diverse e diventare materia, oggetto o concetto. È il ponte tra un prima e un dopo.

Ed è proprio questo che rappresenta Dife: il soggetto che rende possibile la trasformazione, mettendo in connessione aziende, materiali, impianti, competenze.

Il concept dello stand di quest’anno è “L’arte del recuperare”. Come nasce questa idea?

Il cuore dello stand sarà una vera e propria galleria, realizzata insieme all’artista Lady Be, che crea opere utilizzando oggetti e materiali plastici recuperati. È un modo immediato per mostrare come qualcosa che consideriamo uno scarto possa cambiare forma e acquisire un nuovo valore, e non è altro che una rappresentazione metaforica di ciò che Dife fa ogni giorno.

Anche in questo caso Difetto avrà un ruolo centrale: attraverserà le opere trasformandosi e rendendo visibile il concetto che sta alla base della nostra nuova identità.

Ed è esattamente ciò che vogliamo raccontare con il nostro payoff: Dove trasformazione è futuro.

Quali sono invece le novità che Dife porta a Ecomondo dal punto di vista dei servizi?

Uno dei temi centrali sarà il nostro approccio alla gestione integrata dei rifiuti.

Oggi molte aziende si trovano a coordinare diversi fornitori: questo significa gestire più flussi di informazioni.

La nostra proposta parte da un’esigenza molto concreta: semplificare la complessità attraverso un unico interlocutore.

Dife coordina una rete qualificata di partner e può gestire in maniera centralizzata l’intero processo, che ha inizio con la documentazione e arriva fino alla programmazione dei servizi, rendendo visibili i risultati economici di queste attività, senza dimenticare il supporto tecnico e normativo puntuale, lungo tutto il processo.

Ma il valore non è soltanto organizzativo. Una gestione coordinata permette di avere dati più coerenti, maggiore controllo e una visione complessiva dei costi.

Quanto conta la digitalizzazione in questo nuovo modello?

È un elemento fondamentale. La gestione dei rifiuti produce una grande quantità di informazioni: movimentazioni, documenti, costi, scadenze, registri, dati relativi ai diversi codici e siti aziendali gestiti.

Per questo stiamo lavorando per rendere queste informazioni sempre più accessibili e leggibili attraverso il nostro portale clienti, che permette di centralizzare dati e documentazione e di monitorare la gestione nel tempo.

Tra gli strumenti a disposizione ci sono il Centro Controllo Costi, lo storico dei FIR, la gestione documentale, la pianificazione dei ritiri, il monitoraggio delle scadenze e la reportistica sui flussi.

Per un’azienda con più sedi operative da gestire, ad esempio, significa poter avere una visione d’insieme e confrontare i dati dei diversi stabilimenti all’interno di un unico sistema.

L’obiettivo è molto semplice: non limitarsi a gestire il rifiuto, ma aiutare il cliente a governare tutto ciò che ruota intorno alla sua gestione.

In questa edizione di Ecomondo trova spazio anche il progetto di Dife dedicato alle api. In cosa consiste?

Si tratta di un’iniziativa a cui teniamo molto perché racconta un’altra dimensione del nostro impegno ambientale.

Abbiamo installato tre arnie presso un terreno di proprietà, con l’obiettivo di contribuire alla tutela della biodiversità e, allo stesso tempo, monitorare lo stato dell’ambiente che ci circonda. Le api, infatti, possono rappresentare degli indicatori naturali della salute degli ecosistemi.

Nell’ultimo anno stimiamo di aver coinvolto circa 150.000 api e prodotto circa 80 kg di miele.

A Ecomondo porteremo questo miele e lo condivideremo con i nostri clienti attraverso piccoli omaggi. Non è soltanto un regalo ma un modo per raccontare concretamente un progetto nato dentro Dife e per aprire una conversazione sul rapporto tra attività industriale, territorio e biodiversità.

Per riassumere in una frase ciò che Dife vuole portare a Ecomondo quest’anno?

Vogliamo mostrare dove sta andando Dife.

Il nuovo logo, il payoff, Difetto, il concept dello stand, la digitalizzazione dei servizi e i progetti dedicati all’ambiente possono sembrare elementi diversi, ma in realtà raccontano tutti la stessa direzione: un percorso di trasformazione che parte da ciò che siamo oggi per costruire ciò che saremo domani.

Ed è proprio questo il messaggio con cui arriviamo a Ecomondo: non basta parlare di futuro. Bisogna costruirlo, trasformando ciò che abbiamo oggi.

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